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Buzzoole: quando il digitale crea opportunità di lavoro

Un team di 20 persone, crescita mensile del 30% e un fatturato di 500.000 euro per il primo semestre 2015. Questi sono i numeri della startup napoletana Buzzoole: piattaforma italiana di IEO (influence engine optimization) per l’ottimizzazione e valorizzazione della presenza online degli utenti. Grazie a un algoritmo proprietario, le aziende possono individuare gli utenti più influenti in diversi settori (ad esempio sport, tecnologia, politica, benessere …) per generare passaparola in rete, o meglio buzz, sui propri prodotti e servizi. Non è un caso quindi che Buzzoole letteralmente significhi “passaparola virtuale infinito”.  Tutto è iniziato nel 2013 da un’idea di Fabrizio Perrone che, forte dell’esperienza accumulata nel settore del social media marketing, aveva capito che bisognava mettere a punto una tecnologia in grado di comprendere l’influenza degli utenti in rete e creare dei servizi di buzz marketing per offrire la possibilità ad aziende di qualsiasi dimensione di sperimentare il potere del passaparola online.

Cosa fa Buzzoole  

In poco tempo Buzzoole si è affermata come una novità italiana rispetto alle altre piattaforme di monitoraggio dell’influenza online già esistenti quali Klout, Peerindex o Kreed. La più nota è sicuramente Klout, a cui spesso si paragona proprio Buzzoole. Klout misura con un proprio algoritmo in maniera quantitativa su una scala da 0 a 100 la popolarità dell’utente, ovvero il grado di coinvolgimento che la sua attività online – per esempio con like, condivisioni e commenti – riesce a generare tra i propri amici, senza però specificarne l’ambito. Klout permette alle aziende non solo di monitorare la penetrazione del proprio brand in rete, ma soprattutto di individuare gli utenti più attivi che possono essere ambasciatori del brand dopo la prova esclusiva di prodotti o servizi. Il funzionamento di Buzzoole è in parte simile e non a caso è salutata come la nuova Klout, tuttavia analizzando bene il suo business si possono cogliere aspetti importanti che la distanziano dalla sua concorrente.

Rappresentazione grafica della misura dell’influenza online

Oggi dopo due anni di lavoro la startup napoletana anche grazie al supporto di 56Cube, incubatore per il Sud Italia lanciato dal venture incubator Digital Magics, è proprietaria di una tecnologia e di un algoritmo completamente proprietario, sviluppato anche con il supporto di Expert System, leader in tecnologia semantica per la gestione delle informazioni e dei Big Data. L’algoritmo di Buzzole valuta qualitativamente e quantitativamente l’influenza degli utenti iscritti alla piattaforma, non la loro popolarità. Si tratta di un’analisi semantica che tiene conto di come, quanto e quando l’attività social degli utenti influenza i loro follower e amici.  La tecnologia usata dalla piattaforma permette quindi di comprendere realmente di cosa si stia parlando in uno specifico contesto, non limitandosi a dare un punteggio alla sola capacità di coinvolgimento. Ogni utente viene identificato come influencer tenendo conto sia degli argomenti rispetto cui si è più influenti sia di quelli che hanno ricevuto più seguito, inoltre si possono ottenere analisi totalmente diverse a seconda dei social analizzati.
L’algoritmo di Buzzoole poi, oltre che valutare l’influenza degli utenti, permette anche di effettuare “un processo di matching – spiega Gennaro Varriale responsabile tecnico di Buzzoole – che serve a trovare quali sono le persone più adatte per parlare di un brand. Tutto avviene in maniera automatica e nel momento in cui la campagna di influencer marketing parte, l’algoritmo manda un messaggio a tutte le persone eleggibili, cioè quelle che sono adatte per poter parlare del brand.  Se l’utente vuole partecipare, accetta e aderisce alla campagna, ma da quel momento è obbligato a parlare del prodotto in maniera libera non facendo pubblicità. È libero di esprimere la sua opinione in modo da generare un passaparola usando i propri social network, sposando l’idea di Buzzoole e allo stesso tempo creando conversazione intorno al brand e al suo prodotto”. Il passaparola si sviluppa secondo “la strategia della coda lunga”: le campagne di comunicazione sono affidate anziché a blogger famosi a utenti medi, riconosciuti dalla propria cerchia di amici come esperti di un tema, che faranno diventare i loro messaggi sul brand virali ma credibili. In questo modo si riesce a penetrare maggiormente il mercato e a ottenere un risultato migliore.  Le aziende decidono in maniera autonoma le caratteristiche della propria campagna pagando solo per i post pubblicati. Questo aspetto fa in modo che “la tecnologia della piattaforma dia la possibilità anche a piccole imprese di creare campagne di Digital Pr (il brand entra in contatto con il suo pubblico online dialogando in maniera diretta ndr) con la stessa facilità con cui si gestiscono quelle tradizionali su Facebook o Google Adwords. Questo è uno dei motivi per cui i software di Buzzoole sono stati premiati a livello internazionale da SAP and Polihub e all’ Intel Global Challenge negli anni scorsi”, commenta Fabrizio Perrone CEO di Buzzoole.

Il futuro di Buzzoole

La tecnologia scalabile e il business flessibile ha permesso a Buzzoole di ricevere numerosi riconoscimenti: sia a livello europeo come ad esempio da Mastercard sia a livello internazionale da Techstars, principale acceleratore di startup degli USA. A dimostrazione del successo riscosso, il team di Buzzoole è riusciuto a raccogliere un importante investimento di 1 milione di dollari che servirà per “entrare e consolidarsi sul mercato statunitense ed europeo entro 12-18 mesi e riuscire ad avere 1000 clienti. Vogliamo puntare all’internazionalizzazione e diventare leader di mercato. Credo che la nostra arma vincente sia aver saputo combinare in maniera efficace una tecnologia avanzata con un modello di business che oggi è molto ricercato dalle aziende in quanto molto verticale e semplice”, afferma Fabrizio Perrone. “La crescita di Buzzoole – continua Perrone – è stata molto veloce pur essendo sul mercato italiano da giugno 2014, tanto da chiudere il fatturato 2014 con circa 200.000 euro, cifra poi raddoppiata nei primi sei mesi del 2015. Il successo è stato tale da richiedere la necessità di allargare il team da 4 a 20 persone, oltre che decidere di aprire prossimamente due sedi a New York e Londra”.

Buzzoole rappresenta per la Campania una delle startup emergenti e in grado di affermarsi in breve tempo sul mercato nazionale. Una storia che strida con i dati allarmanti sull’occupazione e allo stesso tempo fa ben sperare.