Indica un intervallo di date:
  • Dal Al

Futuro Remoto: festa della scienza in Piazza Plebiscito

Portare in piazza 130 mila persone non succede certo tutti i giorni, a Napoli, soprattutto se si tratta di una manifestazione culturale. Questo traguardo invece è stato raggiunto da Futuro Remoto, manifestazione pubblica di diffusione scientifica ideata dal fondatore di Città della Scienza  Vittorio Silvestrini nel 1987, che per la prima volta ha fatto tappa a Piazza Plebiscito dal  16 al 19 ottobre scorso. Nella piazza è stato allestito il Villaggio della Scienza: nove isole tematiche dedicate a Cibo e Alimentazione, Mare, Innovazione viaggio e futuro, Corpo/Mente, Spazio, Terra, Fabbrica, Città, Segni Simboli e Segnali.  Temi molto diversi tra loro ma legati dal tema delle frontiere che separano, dividono, emarginano. Sono i muri reali e invisibili della discriminazione razziale e di genere, dell’indifferenza per le disabilità, ma anche i muri che fanno della formazione uno strumento di separazione non di uguaglianza. Futuro Remoto è stato pensato come una festa della scienza dove la conoscenza prodotta nelle Università, negli enti di ricerca, nelle imprese e dalle associazioni è la vera protagonista. I progetti, le scoperte e le curiosità presenti nelle nove aree tematiche del Villaggio della Scienza sono stati davvero molti. Nella sezione “Il Mare” ad esempio sono state descritte come le varie problematiche del golfo di Napoli e della costa campana sono oggi studiate grazie ad attività di monitoraggio che utilizzano reti di sensori meteorologici e oceaonografici. Tra le sperimentazioni legate al mare interessante è il progetto della Seconda Università degli Studi di Napoli Dimemo (Diga Marittima per l’Energia del Moto Ondoso): diga in cemento armato in grado di catturare l’infrangersi delle onde per sviluppare energia elettrica. Per l’area “La Terra” si sono approfonditi invece i fenomeni del bradisismo, frequenti nei Campi Flegrei, e i nuovi approcci per prevenzione e monitoraggio dei fenomeni sismici, come il sistema automatico Presto (Earthquake Early Warning System) in grado di dare l’allerta sismica in tempo reale al verificarsi del movimento tellurico potenzialmente distruttivo. Attenzione poi alla “Città” intesa come rete complessa fatta di nodi capace di abbracciare le nuove tecnologie ma anche di fare tesoro del grande patrimonio letterario, civile e storico. Tra gli espositori c’era ad esempio il centro di ricerca ENEA con due  sensori utili alla vita quotidiana: MONICA, un sistema multisensoriale portatile per conoscere in tempo reale con un’app su smartphone la nostra esposizione qualitativa agli inquinanti atmosferici mentre per esempio ci muoviamo per la città, e SNIFFI naso elettronico per il monitoraggio di parametri fisiologici  come il livello di glucosio nel sangue attraverso l’analisi dell’espirato umano. Non potevano mancare a questa festa dell’innovazione e della scienza i droni e i robot presenti all’area “Corpo/mente”, in particolare ad avere attirato l’attenzione di tutti è stato RoDyMane, il robot pizzaiolo in grado di manipolare oggetti che cambiano forma come la pizza.  Nel padiglione “Corpo/Mente” altra importante testimonianza è quella di Open BioMedical Inititiative community con oltre 100 volontari con l’obiettivo di realizzare e distribuire tecnologie  biomedicali c open source, low cost e stampabili in 3D. Altro importante padiglione tematico è stato “Lo Spazio” coordinato dal CIRA, centro di ricerche aereospaziali, che ha approfondito le attività di accesso allo spazio ed esplorazione, sicurezza del volo e sostenibilità, monitoraggio dell’ambiente. Attraverso laboratori è stata effettuata la simulazione di buchi neri e la stampa diretta 3D con campi elettrici su scala nanometrica. Il Villaggio della Scienza è stato inoltre un’occasione per sottolineare l’importanza del cibo e dell’alimentazione sana e corretta, grazie ai molti percorsi laboratoriali organizzati nell’area “Cibo e alimentazione” settori, e per riflettere su come cambiano le comunità e le popolazioni anche alla luce dei flussi migratori nello spazio “L’innovazione, il viaggio e il futuro”. In questo padiglione oltre all’importanza dell’integrazione tra diverse culture sono stati presentati anche la mobilità del domani come la bicicletta   a pedalata assistita a idrogeno Hybike che consente di percorrere almeno 150 Km con 6 ore di autonomia alla massima potenza.

Studenti di ogni età, ricercatori, docenti, imprenditori e famiglie hanno avuto quindi la possibilità per 3 giorni di immergersi nel futuro che verrà grazie ai racconti e alle esperienze di chi lo progetta, di chi lo sperimenta. Laboratori interattivi, workshop e dimostrazioni pratiche  hanno fatto conoscere e toccare con mano al grande pubblico le innovazioni e i talenti made in Campania, ai più sconosciuti e ignorati. Proprio questo è stato uno degli obiettivi principali della manifestazione come ha potuto spiegare il consigliere delegato di Città della Scienza Vincenzo Lipardi: “Con Futuro Remoto abbiamo voluto mettere in rete tutto il mondo della scienza della Campania quindi università, centri di ricerca e associazioni per abbracciare il tema dell’innovazione inteso come piattaforma della cultura e della scienza meridionale. L’obiettivo è stato da un lato dimostrare ai napoletani e ai campani che la città è all’avanguardia per le ricerche scientifiche e d’altra parte mostrare agli altri che Napoli non è soltanto arretratezza e problemi, ma una realtà che esprime cultura, innovazione, talenti. Futuro remoto ha voluto mostrare quella parte della città di cui si parla poco, ma che produce scienza a livelli mondiali. È una città con scienziati, artisti, ricercatori, intellettuali di assoluto valore mondiale e  con Futuro Remoto abbiamo fatto vedere come tutto c’è. Ci sono stati circe 1000 volontari provenienti dalle sei università della Campania, da oltre 250 centri di ricerca e da 150 associazioni e con il loro lavoro è stato possibile dar vita all’evento.  Futuro remoto è una manifestazione storica di Città della Scienza e quest’anno per la prima volta è stata promossa anche dall’Università degli Studi Federico II e le altra Università della Campania, il CIRA, Sviluppo Campania e tanti altri tra associazioni, enti di ricerche e aziende. Abbiamo creato una rete capace di comunicare le capacità del nostro territorio di fare e lavorare insieme”.   Oltre allo science show allestito in Piazza Plebiscito, Futuro Remoto è stato anche un importante palcoscenico per personaggi di fama mondiale nell’ambito della scienza e dell’innovazione. Napoli ha potuto così scoprire cosa succede nei laboratori del MIT di Boston grazie all’intervento di Carlo Ratti  con i suoi progetti sulle Senseable Cities,  città  che diventano intelligenti grazie alle nuove tecnologie ma anche grazie ai “cittadini attivi”  che  “ connessi tra loro”  diventano  motore del cambiamento urbano, o del giovanissimo Alessio Figalli che invece ha spiegato il suo approccio alla matematica.

Napoli  grazie a Futuro Remoto è riuscita quindi a oltrepassare le frontiere delle tante problematiche quotidiane  per abbracciare in soli 3 giorni le infinite potenzialità delle nuove tecnologie e della scienza.