Indica un intervallo di date:
  • Dal Al

Spinvector: dove reale e virtuale si incontrano

Videogiochi, ambienti immersivi e realtà aumentata. Anche questo si sviluppa in Campania, per essere più precisi a Benevento. Qui, infatti, dal 2005 lavora Spinvector, PMI innovativa che con un giusto mix di creatività, innovazione e tecnologia è riuscita ad imporsi sul mercato con successo, ottenendo anche numerosi riconoscimenti e premi non solo italiani.

La storia di Spinvector parte da lontano così come spiega Giovanni Caturano, CEO dell’azienda beneventana: “Eravamo 3 ragazzi dell’Università di Napoli appassionati di ambienti virtuali, videogiochi e computer grafica. Negli anni Novanta in giro per l’Europa c’erano tanti eventi dove si riunivano chi sperimentava con la computer grafica e la programmazione.  Ad uno di questi, a quello ad Hannover in Germania, abbiamo vinto un premio, attirando l’attenzione di investitori e aziende.  Abbiamo continuato a lavorare per sviluppare un nostro progetto e grazie a investitori francesi abbiamo realizzato DRONEZ, il nostro primo videogioco. Sono state vendute oltre 1 milione di copie e fu usato come benchmark  OPEN GL  (n.d.a  tool per testare la computer grafica e le prestazioni di pc, ad esempio) tra i più pubblicati”.  Di videogiochi negli anni Spinvector ne ha sviluppati 7, progettati per qualsiasi piattaforma dal PC ai diversi sistemi operativi degli smathphone; riuscendone anche a sviluppare uno multiplayer e multiplatform da poter essere così giocato online da più utenti ognuno dal proprio dispositivo.

Il know-how e le tecnologie accumulate grazie all’ esperienza dei videogiochi è stata di fondamentale importanza per il team di Spinvector, che oggi sperimenta e lavora anche in altri settori come le proiezioni 3D, la realtà virtuale e aumentata. “Abbiamo applicato non solo le tecnologie ma anche l’approccio tipico dei videogame ad altri campi di applicazione. Nei videogame esiste un problema che non conoscevi prima ma che sei invogliato a risolvere. Questo significa che il videogioco riesce attraverso una serie di dinamiche, strutture, modi di interazioni, feedback a tirarti dentro una storia e a farti impiegare risorse per un problema che prima non avevi. Per questo ci siamo detti perché non usare questo tipo di approccio anche per altre cose per esempio per la fruizione di beni archeologici. Ci siamo chiesti se era possibile combinare un input culturale con le emozioni e il divertimento”, dichiara Caturano.  Proprio per i beni archeologici e i siti museali Spinvector ha lavorato a diverse installazioni che sono la dimostrazione di come è possibile una fruizione culturale nuova, capace di far emozionare e divertire. La stessa Benevento ha tracce visibili delle tecnologie dell’azienda in diverse aree di interesse culturale, come il  Chiostro di Santa Sofia. Nel sito, un importante testimonianza dell’arte medievale,  i visitatori possono attraverso dei megaschermi  visualizzare in 3D i pulvini, elementi architettonici strutturali di forma trapezoidale, posti tra il capitello e l’imposta dell’arco,  che rappresentano  la vera peculiarità del chiostro beneventano. Grazie al lavoro di Spinvector i visitatori possono con la semplice interazione delle mani “ruotare” e “sfogliare” i pulvini per conoscerli  e osservarli in maniera diretta .  Altro lavoro noto nell’ambito culturale è il teatro virtuale presente al MAV – Museo Archeologico Virtuale di Ercolano. Qui è possibile rivivere l’eruzione del Vesuvio del 79 D.C. raccontata dal vulcano stesso e farsi trascinare dalla forza della natura grazie a un sistema di proiezione 3D immersivo. Un motore grafico sviluppato da Spinvector sincronizza, sovrappone e calibra in tempo reale le immagini di 10 proiettori HD restituendo agli spettatori un’unica grande scena su uno schermo cilindrico di 26 metri, il tutto accompagnato da una piattaforma vibrante simulante i terremoti. Si realizza in questo modo una vera e propria immersione sensoriale in un ambiente 3D in cui è possibile capire la potenza di un fenomeno naturale quale l’eruzione vulcanica.  “Il sistema di proiezioni 3D al MAV è una delle nostre innovazioni. Si tratta di uno schermo circolare e flessibile, facile da usare e installare con costi minori rispetto agli altri presenti sul mercato. La flessibilità permette che lo si possa adattare alle diverse situazioni facilmente. A breve è prevista in Italia l’istallazione di un nuovo nostro schermo dalle dimensioni di 30 metri x 4,5, il più grande d’Europa, aggiunge il CEO di Spinvector.

I lavori di Spinvector nascondono un costante lavoro di ricerca e investimenti in attrezzature, personale e tecnologie. Ciò non è sempre facile se si pensa che l’azienda lavora molto con le pubbliche amministrazioni, i cui pagamenti sono differiti nel lungo periodo non rispettando le tempistiche predefinite da contratto. “Al momento aspettiamo pagamenti da parte della Pubblica Amministrazione effettuati da anni.  Questo non ci permette di crescere nei tempi previsti e dobbiamo rallentare, anche se paradossalmente il nostro settore è in forte crescita. Questi sono problemi oggettivi che bloccano lo sviluppo e la produzione di valore di un intero territorio. Per questo oggi cerchiamo sempre di più di lavorare con privati e con l’estero, afferma Caturano.

L’offerta di Spinvector si è aperta quindi ad aziende private in cui la realtà aumentata e quella virtuale sono usate per simulazioni, formazione, eventi corporate. In tutti i casi il lavoro abbraccia l’approccio del divertimento, o meglio della gamification, facendo diventare gioco ciò che nella realtà non è. Il divertimento viene rivalutato come un importante fonte di conoscenza e un modo efficace di modifica dei cambiamenti. Si può per esempio usare la gamification tipica dei videogiochi e le tecnologia della realtà aumentata per incentivare comportamenti di risparmio energetico e sostenibilità ambientale. Questo è uno dei prossimi progetti a cui sta lavorando Spinvector dal momento che è parte di GALA SMARTNET, progetto promosso dal Gruppo Gala con l’obiettivo di progettare e sviluppare soluzioni innovative per la smart city. Il gioco e il divertimento sono al centro anche di un altro prodotto di Spinvector: i life size games, che non sono altro che i classici giochi da cortile ma rivisti in chiave tecnologica. Sono dei videogiochi a grandezza naturale proiettati a terra e che presuppongono una grande interazione e movimento dei giocatori. I life size games sono stati usati per esempio ai Novartis Day 2012 o da Cisco.  I progetti realizzati sono tanti così come quelli in fase di prototipazione. Uno su tutti è ambiente di realtà virtuale aumentata dove sarà possibile interagire con gli ologrammi, permettendo una vera integrazione tra reale e virtuale. Questo risultato sarà possibile integrando al visore Oculus Rift due telecamere che simulano gli occhi della persona la quale riuscirà a vedere se stessa e gli altri presenti nella sala.  Il risultato sarà una realtà aumentata interattiva le cui immagini proiettate cambiano in tempo reale e in base ai movimenti del fruitore.  Il mondo 3D sarà possibile vederlo da diverse prospettive grazie a sensori e telecamere che catturano i movimento nello spazio dei fruitori.

Spinvector da ottobre 2015 è una PMI innovativa, con l’80 % di crescita annua e un fatturato di 1 milione di euro. Ha un team giovane formato da 15 persone, a cui si aggiungono a seconda dei progetti esperti dei vari settori quali archeologi o geofisici e vulcanologi.