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Talens: gli smart glasses Made in Campania

In azienda e non oggi diventa sempre più importante riuscire a essere connessi alla rete e avere a portata di mano le informazioni necessarie a seconda dei contesti.  Allo stesso tempo però non è sempre facile e agevole avere con sé un pc o uno smartphone. Anche per questo motivo oggi si stanno sviluppando tecnologie che permettono di ridurre le dimensioni dei tradizionali computer rendendoli sempre più ridotti e indossabili. Tra i nuovi dispositivi ci sono gli smart glasses, ovvero occhiali ipertecnologici, che, oltre che da grandi colossi di settore come Google o Samsung, sono oggetto di lavoro e sviluppo continuo anche di startup italiane, come la salernitana Youbiquo.

Youbiquo è nata nel 2013 grazie a un team di 5 professionisti con competenze eterogenee e complementari: dall’ingegneria elettronica a quella informatica, dalla comunicazione al business development. L’azienda, grazie a un finanziamento di «Smart&Start», programma promosso dal Ministero dello Sviluppo economico e gestito dal fondo Invitalia, ha sviluppato dei prototipi di smart glasses Talens.  I Talens riprendendo la forma dei tradizionali occhiali sono dei computer indossabili a realtà aumenta, pensati per soddisfare la domanda sempre più crescente nelle aziende di essere connessi e avere informazioni a supporto durante lo svolgimento di attività complesse.  Questo tipo di tecnologia permetterebbe infatti ai lavoratori di connettersi alla rete anche mentre sono impegnati in lavori manuali come ad esempio controllare macchinari, fare riparazioni o manipolare oggetti. “Abbiamo lavorato moltissimo nel progettare questo dispositivo immaginandone i diversi utilizzi possibili in azienda. Abbiamo progettato e realizzato anche il case in modo che possa resistere alle diverse pressioni o urti frequenti nell’uso industriale.  Il progetto è iniziato nel 2014 e in anno siamo riusciti a ottenere un prototipo con un software che risponde e un elettronica stabile.   Ci sono state più fasi di rework per far in modo che le varie tecnologie presenti potessero co-esistere senza problemi. La difficoltà nel realizzare un dispositivo di questo tipo è proprio nel fatto che abbiamo 3 tecnologie da governare: meccanica, software ed elettronica, ognuna delle quali incide sull’altra in termini di performance e costi”, spiega il CEO Pietro Carratu.

Questi smart glasses sono composti da un processore, una batteria il cui volume può essere raddoppiato, un’antenna gps per rilevare la posizione nello spazio, un rilevatore di reti wifi disponibili in prossimità, un’area touch con comandi per interagire con l’interfaccia utente, un microfono, una  telecamera con sensore di luminosità, un  visore che proietta sulla retina dell’occhio uno schermo a 3 metri di distanza dall’utente.  Con questi occhiali tecnologici si può scattare foto e registrare video grazie a comandi vocali, effettuare una videochiamata, visualizzare informazioni in tempo reale, riconoscere un BarCode o un QRCode, visualizzare elementi in realtà aumenta e in 3D, fare traduzione in più lingue.  “Le funzionalità che possono avare i Talens  sono davvero infinite. Alle aziende noi proponiamo altre che gli smart glasses anche l’intelligenza software, necessaria per collegare gli occhiali ai sistemi aziendali. Stiamo provando a sviluppare strati applicativi dei software che saranno utili ai programmatori per realizzare applicazioni specifiche. L’aspetto più complesso di questo software è l’interazione con l’uomo, per questo stiamo studiando una serie di meccanismi di interazioni facilitata. Abbiamo già in parte facilitato il processo creando una serie di applicazioni informatiche che rendono più o meno automatica l’interazione”, aggiunge Carratu.  Un esempio concreto di utilizzo professionale del nostro dispositivo può essere negli spazi museali dove può servire ad avere una fruizione completa e interattiva, il software potrà riconoscere il quadro e fornire informazioni. Altri usi sono quello della manutenzione: l’operaio può inquadrare con la telecamera l’oggetto da riparare e da remoto può avere il supporto e la guida di tecnici più esperti. Ancora, abbiamo pensato a un uso nella logistica: si può posso chiedere info sull’indirizzo esatto di consegna preciso, leggere il codice a barra.  Tutte queste sono attività che possono essere svolte mentre le mani sono occupate”, conclude il CEO di Youbiquo.  I Talens quindi si presentano quindi come  degli strumenti che facilitano alcuni tipi di lavoro e allo stesso tempo dimostrano come oggi in tutti i settori industriali  il digitale e l’accesso a Internet sia indispensabile.  ll team di Youbiquo sta lavorando affinché si passi dal prototipo dei Talens alla loro produzione industriale, processo questo che richiede fondi e ulteriori competenze per accelerare il passaggio. Questo è uno dei motivi per i quali Youbiquo è anche alla ricerca di nuovi partner e finanziatori da far entrare nei loro progetti di lavoro e sviluppo.

L’azienda salernitana conta 6 soci e 1 dipendente, ma  anche  numerosi collaboratori  esterni che rendono possibile continuare a lavorare a un progetto che è solo al fischio d’inizio.